La Fondazione Alberto Pedrazzini 1904 – 2004 di Augusto Pedrazzini Presidente
Tratto da “Silenzioso impegno” Alberto Pedrazzini nel centenario della Fondazione
Alberto Pedrazzini nacque a Locarno nel 1852. Per gli studi si spostò a Milano dove si laureò al Conservatorio e dove conobbe la futura sposa. Collaborò nel capoluogo Lombardo alla redazione di alcuni giornali milanesi e alla “Gazzetta musicale di Ricardi”. Ebbe occasione di conoscere musicisti come Verdi e Giacomo Puccini, conobbe personalmente e si intrattenne con Alessandro Manzoni. Nel 1880 fu richiamato a Locarno a dirigere “La Libertà” dove rimase fino al 1896. Dopo svariate vicissitudini fondò e fu redattore capo della “Cronaca Ticinese” dal 1901 fino al 1926 quando questa venne assorbita dal “Giornale del Popolo”. In tutti questi anni mantenne viva la sua sensibilità verso la musica – insegnandola a uno sparuto nugolo di allievi – e verso la letteratura: il dramma “Nicolao della Flüe” gli valse il premio Schiller. Si occupò intensamente di politica: fu deputato in Gran Consiglio dal 1881 al 1883 e dal 1913 al 1929, fu membro delle Costituenti del 1891 e 1921. Persona devota, si intrattenne con i Vescovi Ticinese, con l’Arcivescovo di Milano, fu ricevuto in udienza privata da Pio IX. Per molti anni covò l’idea di mettere in atto un’istituzione per aiutare i bambini gracili e poveri della nostra regione. Ne parlò ripetutamente all’inizio del ‘900 con la moglie e le figlie. Scrisse sul suo giornale “La Cronaca Ticinese” il 13 giugno 1901: “…abbiamo già avuto delle giornate afose, il sole tira i suoi dardi e arroventa l’aria… si pensa all’ombra dei boschi, ai freschi della montagna, ai valloni profondi… Ah, un po’ di montagna! Come ristora l’anima, come rafforza il corpo! … Fosse questo possibile per tutti i bambini! E perché no? Come si hanno gli asili e le scuole in città, non mi pare difficile attuare questa idea, di stabilire in alto delle stazioni climatiche per i ragazzi …”. Il sogno si attuò nell’estate del 1904 quando Alberto Pedrazzini accompagnò a Bré sopra Locarno il primo gruppo di 24 ragazzi, tra i 5 e i 13 anni: così iniziò la storia della Colonia Climatica. E fu un successo, un successo che continua a ripetersi anche ai nostri giorni. Inizialmente la Colonia fu voluta per dare la possibilità ai figli delle famiglie meno abbienti di trascorrere un salubre soggiorno all’aria pura. Ne è testimonianza la registrazione dello stato di salute, segnatamente del peso, che il Dottor Respini continuò a controllare fino al 1981. I rampolli tornavano corroborati e ben nutriti nelle famiglie, allora numerose, che non potevano permettersi altra vacanza….
Da “Lettera del Presidente” del Dr. Augusto Pedrazzini in occasione del centenario della Fondazione Alberto Pedrazzini Aprile 2004 – 99.mo esercizio 2003
Nel 1904 Alberto Pedrazzini fondò la “Colonia Climatica di Locarno-Muralto” affinché anche i figli delle famiglie bisognose potessero trascorrere l’estate in un clima salubre. Leggiamo nel trisettimanale “La Cronaca Ticinese” del 15 luglio del 1904: “L’idea della cura climatica in montagna ha già fatto molta strada. E’ pressoché sicuro che un primo esperimento sarà tentato in questa estate. Non saranno molti i ragazzi che fruiranno dell’invito dell’istituzione: un’avanguardia di 12 o 15 maschietti son destinati a testimoniare dell’eccellenza della cura a produrre in città quella nobile gara d’offerte che valga a dar vita nel prossimo anno e in seguito sempre a una Colonia numerosissima”. Nel numero del 12 settembre successivo, sempre su “La Cronaca Ticinese” c’è il resoconto del primo soggiorno: “I nostri bravi ragazzi della cura climatica sono scesi, lo scorso sabato, da Bré, baldi e pettoruti e dal sole e dall’aria frizzante imbronzati come piccoli montanari. Quasi tutti hanno guadagnato dai 2 e mezzo ai 3 Kg di peso … Bisogno che nel prossimo anno anche le ragazze ne approfittino su larga scala. …” La prima estate i bambini trascorsero a Bré, poi per 3 anni la Colonia si spostò a Palagnedra. Con l’arrivo del treno a Cevio la Vallemaggia non era più una meta impossibile. Così grazie alla Valmaggina la Colonia si spostò a Corino nel 1908. Per chi è poco avvezzo alla Val Rovana ricordiamo che Corino è una frazione a metà strada tra Cerentino e Bosco Gurin, anche se nel 1908 la carrozzabile Cerentino – Bosco non era ancora neanche progetta. Corino rimase sede della Colonia fino al 1935, quando il figlio Franco Pedrazzini, subentrato quale presidente, acquistò e fece riattare la ex Casa Pometta a Cerentino che ospitò i bambini a partire dall’anno seguente. Allora i turni di colonia, che venivano rigidamente suddivisi tra bambine e maschietti, occupavano i mesi di luglio e agosto, e l’immobile rimaneva in pratica vuoto nei dieci mesi rimanenti. Da bambino ho vissuto quel tempo lontanissimo. Ricordo quando salendo a Campo mio padre Alberto, nipote del fondatore e allora presidente, faceva tappa a Cerentino per consegnare alla cuoca quello che mancava e per rassicurarsi che le suore misericordie non avessero difficoltà con i bambini così a lungo lontani dalla famiglia. Il soggiorno era allora quasi completamente gratuito e la segretaria Teresa nel 1955 scriveva: ”La Colonia è un’istituzione non come le altre di allargare, di prendere bambini più che può ed aumentare in questo modo le entrate; di queste colonie ce ne sono parecchie… e’ vero che le famiglie povere sono oggidì ben poche… Meglio meno bambini ma accettati gratuitamente perché non avvenga che per il numero debba cadere lo spirito del fondatore.” Con il passare degli anni anche da noi stile e ritmo di vita sono cambiati. Le famiglie povere come c’erano all’inizio del secolo scorso sono scomparse, le offerte di soggiorno montano non si contano più, la Colonia per i figli delle famiglie Ticinesi è diventata solo una parte dell’estate. I bambini dei nostri giorni vanno tutti al mare e benché trascorrano ancora volentieri qualche giorno in montagna, i turni sono di due sole settimane, così la casa è occupata solo nel mese di luglio. Per questa ragione oggi la Colonia viene sempre più affittata a dei gruppi che hanno però più pretese dei bambini. Da molti anni chi ci ha preceduto ha investito nel rinnovamento dell’immobile e noi abbiamo continuato. L’ultimo passo è stato il rifacimento dei bagni ed ora lo stabile che era la “Colonia climatica” ben porta il nome di “Casa di vacanza” in cui anche noi potremmo soggiornare. Speriamo così di averla abbellita al punto da renderla attrattiva...